domenica, agosto 16, 2009
Qui ... qui ... qui ...



ma anche qui.
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mercoledì, agosto 05, 2009
I grandi bugiardi sono anche grandi persuasori

Adolf Hitler

Ma tu guarda a chi si è ispirato Silvio Berlusconi. E non parlo di Gianni Bella, grande e struggente in quel "pezzo".

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mercoledì, luglio 29, 2009
Le sventure mi hanno reso saggio. Mi piacerebbe trasformare le mie pene passate in divertimenti futuri, o almeno piacevoli ore da condividere. Ma non ci riesco e non voglio contagiare di questo mio male chiunque possa avere a che fare con me. Saggio, e solo.
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mercoledì, luglio 22, 2009
Le registrazioni degli incontri con il premier fatte dalla escort D'Addario a Palazzo Grazioli. La prima festa a metà ottobre e poi la notte trascorsa assieme il 4 novembre 2008. Ecco le prove che la donna che ha chiamato in causa il presidente del Consiglio dice la verità
 
Patrizia D'Addario e Silvio Berlusconi (nella foto)
Dalle presentazioni con i nomi di fantasia, come Alessia o Clarissa, all'appuntamento post doccia nel "letto di Putin", ai resoconti della serata con Giampaolo Tarantini, a quel "ciao tesoro" telefonico con il quale, Berlusconi, la congeda prima di partire per Mosca.

LEGGI E ASCOLTA

Gli incontri tra il presidente del Consiglio e l'escort Patrizia d'Addario sono rimasti impressi nei nastri che oggi L'espresso è in grado di rivelare in esclusiva.

Questi nastri rappresentano la prova che gran parte delle affermazioni, rilasciate dalla escort barese nelle sue interviste, nonché dinanzi ai magistrati, sono vere, e confermate dagli audio che lei stessa ha registrato a Palazzo Grazioli.

Siamo a metà ottobre 2008 e i nastri riportano "l'anticamera" delle ragazze, che attendono di essere accompagnate dal premier, annunciato come un "presidente un po' allegro, che dice qualche barzelletta e canta". Le ragazze chiedono se potranno cantare con lui. Poi si passa alle presentazioni. Il premier le approccia attraverso un cordiale "Ciao, come va?" e un galante complimento alla loro bellezza. Le donne sono altrettanto cordiali, ma parecchio imbarazzate. Almeno finché non si rompe il ghiaccio, quando esclamano, ridendo all'unisono: "Siamo tutte vestite di nero". Berlusconi commenta compiaciuto, spiegando d'aver fatto confezionare abiti particolari per un teatro, e suscitando così la curiosità delle donne.

È questa, quindi, la prima volta di Patrizia d'Addario a Palazzo Grazioli. Quella prima volta di "metà ottobre", durante la quale la escort decise di non restare con il premier. Dai nastri spunta un'altra conferma della sua versione: sentiamo la d'Addario che, sollecitata dalle domande di Berlusconi, parla al premier del suo intento di portare a termine un'operazione immobiliare.

Nelle cassette, però, è rimasta impressa anche la nottata trascorsa da Patrizia, a Palazzo Grazioli, circa due settimane dopo. E' il 4 novembre. Quella sera Barak Obama diventava presidente degli Stati Uniti. Nelle stesse ore il premier invitava la d'Addario a infilarsi, dopo la doccia, nel letto di Putin, dove lui l'avrebbe raggiunta poco dopo, mentre scorre la colonna sonora del musical "Scugnizzi", che nei nastri si conclude con un paradossale refrain di "zoccole, zoccole, zoccole".

Berlusconi sapeva che la d'Addario si stava prostituendo? Dai nastri è impossibile stabilirlo, ma c'è un particolare che induce a riflettere, e riguarda la telefonata tra la d'Addario e Giampaolo Tarantini all'indomani della nottata trascorsa con il premier: "Non mi ha dato nessuna busta", dice Patrizia a "Giampi". E Tarantini risponde: "Veramente?". Il suo tono lascia intendere una profonda sorpresa. Anche se il dialogo riprende più serenamente, quando Patrizia dice d'aver ricevuto dal premier la promessa di un aiuto "sul cantiere": "Ci devo credere?" chiede Patrizia. "Se lo dice lui...", risponde "Giampi". Poco dopo il cellulare squilla ancora: è Berlusconi a chiamare Patrizia, spiegandole che ha dovuto tenere un discorso, peraltro riuscito benissimo, e che sta partendo per Mosca.

Fonte: L'Espresso
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lunedì, luglio 13, 2009

Il mix è uno di quelli fatti apposta per diventare il classico tormentone dell'estate. A cominciare dal titolo, Bungalow, passando per i doppi sensi (un po' come Il clarinettosanremese di Renzo Arbore) e il movimento sexy che richiama scherzosamente quello pelvico di Elvis Presley e arrivando a un video, ambientato fra il lungomare di Gallipoli e le campagne del Salento, che sa tanto di Sapore di mareprima versione. 

Bungalow nasce sull'asse fra la Puglia e Milano: la band è quella dei salentini Toromeccanica (Giampiero Della Torre, voce; Matteo Tornesello e Iulo Merenda, chitarre; Mauro Levantaci, basso, e Luigi Cataldo, batteria) e l'etichetta è la milanese Rusty Records, guidata da Maurizio Regginenti alla direzione esecutiva e Davide Maggioni alla direzione artistica. Che dicono: "Impossibile non notare una band con il coraggio di mettersi in gioco con un brano così geniale". Un brano che, così come il video, sta già sbancando sul web - fonte 'La Repubblica.it' 

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giovedì, luglio 02, 2009
jackson_vistablog Microsoft ha postato una applicazione Silverlight che permette lo zoom all’interno di un’immagine di Michael Jackson. Si scopre così che l'immagine originale in realtà è costituita da migliaia di foto del re della Pop, riprese in tutto il corso della sua vita.

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giovedì, luglio 02, 2009
Corriere della Sera.it
ROMA - Il rapporto tra deficit e pil al 9,3%, registrato nel primo trimestre 2009 risulta essere il dato più negativo almeno dal 1999, anno in cui è cominciata la serie statistica dell'Istat. Nel primo trimestre del 2008 l'indebitamento netto si era attestato al 5,7% del pil. L'andamento del deficit risente di un calo del 2,8% nelle entrate totali a fronte di un aumento del 4,6% nelle spese Leggi ancora...
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martedì, giugno 23, 2009
Corriere della Sera.it
Dal nostro inviato Fiorenza Sarzanini BARI - Prima di entrare nei saloni di Palazzo Grazioli le ragazze non venivano sotto­poste ad alcun controllo. So­no state le stesse giovani por­tate alle feste dietro compen­so a confermarlo di fronte ai magistrati baresi che adesso parlano di «accesso incontrol­lato » nella residenza di Silvio Berlusconi. In Procura la circo­stanza viene ritenuta Leggi ancora...


Autoscatti a Palazzo Grazioli - vedi
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lunedì, giugno 22, 2009

Avremmo voluto dedicare la prima pagina allo scandalo della legge che vieta le intercettazioni (la legge-bavaglio in discussione in aula domattina), alla strepitosa ennesima trovata del governo che vorrebbe renderla retroattiva non avendo fatto in tempo ad approvarla prima del Bari-gate. Così, con un colpo di mano incostituzionale, non sapremmo niente delle escort che entrano ed escono in auto a vetri oscurati da Palazzo Grazioli (ma se non controlla nessuno all’ingresso come si fa poi a lamentarsi della sicurezza del premier, come si fa a prendersela con un fotografo se qualunque ragazza armata di telefonino ha accesso alla camera dal letto del presidente, come si può tirare in ballo il capo dei Servizi se chi regola l’accesso a Palazzo è Giampi Tarantini, produttore di protesi e bon vivant barese con annesso giro di escort e di droghe?). Avremmo voluto dirvi degli altri luoghi dove si svolgono feste di farfalle e parlare della censura a cui presto tutti - non solo chi vede il Tg1 - saranno piegati per volere del sultano.
Però poi c’è la nostra censura e ce n’è un’altra. Ci sono i regimi da operetta, da farsa e da tragedia.

Ci sono ragazze che dichiarano ai giornali «quando ci riesco faccio la ragazza immagine. Per esempio sono stata Billionerina per tre anni.

Ricordo che Fede mi promise di fare la Meteorina » e ci sono loro coetanee, molto lontano da palazzo Grazioli, che scendono a manifestare per la democrazia e non tornano a casa la sera.

Gli occhi di Neda, 16 anni, cancellano ogni altro pensiero. Non so quanti di voi abbiano visto il video sul web: gli spari, i suo occhi sgranati, le urla degli amici e del padre. Sul web: le tv non lo mandano. Così abbiamo messo un fermo-immagine da Teheran in prima pagina.

L’ultimo istante di una ragazza che era uscita da casa per dire «dov’è il mio voto?», per manifestare contro il regime che è anche - prima di tutto - censura delle voci libere. Ali Izadi, giornalista iraniano che da oggi ospitiamo sulle pagine dell’Unità, racconta della telefonata di una sua collega a casa della famiglia di un ragazzo morto negli scontri. Un ragazzo come Neda. 25 anni. Si sentono le urla della madre, la telefonata interrotta. I Servizi segreti si inseriscono. La giornalista intimidita. Ci sono molti modi per intimidire. Gli spari e i ricatti, le leggi fatte apposta. Bisogna stare ad occhi aperti, meglio farlo da vivi. Bisognerebbe far sentire agli amici di Neda che noi siamo qui, siamo con loro. Bisognerebbe che l’opposizione in questo paese battesse un colpo, forte e netto, per dire che nessuna forma di dissenso può essere soffocata con violenza. In nessun modo, a nessuna latitudine.

Ci sono tanti modi di stare al mondo. Non bisogna dimenticarselo nemmeno un secondo, bisogna ripeterlo sempre.

CONCITA DE GREGORIO
Filo rosso
Quando il mondo va in briciole

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mercoledì, giugno 17, 2009
Photobucket, uno dei siti più popolari di condivisione delle foto, si appresta a rilasciare un nuovo strumento per la ricerca di foto sul sito: un motore di ricerca visivo.

fotootobu_vistablog

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lunedì, giugno 15, 2009
Se passerà così com'è anche al Senato e non sarà fermato dal Presidente della Repubblica il decreto sulle intercettazioni può significare la fine della libertà sulla rete. Prevede infatti l'estensione ai blog e siti informatici dell'obbligo di rettifica previsto dalle legge sulla stampa del 1948. "Il direttore o comunque il responsabile di una testata è tenuto a inserire gratuitamente dichiarazioni e rettifiche di soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari alla verità".
Già questa legge non era un meraviglioso esempio di libertà di stampa, ma la recente aggiunta "per i siti informatici, le dichiarazioni e le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia a cui si riferiscono" si presta a qualsiasi abuso, perchè viene anche specificato nella nuova legge che le rettifiche vanno pubblicate senza commento.

Quindi se io scrivo una notizia vera su un abuso commesso da un politico locale, nazionale o da chiunque altro, e la pubblico sul mio sito costui la può immediatamente smentire con un articolo che io sono costretto a pubblicare senza alcun commento, anche se costui sta evidentemente mentendo e io ne ho le prove. Qualsiasi verità così diventa una semplice opinione confutabile, il che è il preciso intento del governo Berlusconi.

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Il testo del disegno di legge
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lunedì, giugno 01, 2009
bing_parte_vistablog

E Bing – il mio editoriale qui – invece di debuttare come detto il 3 giugno, oggi è già attivo: www.bing.com. Sarà davvero un pericolo per Google? Io penso davvero di si. Dopo averne parlato con dovizia di particolari è il tempo e l’uso che ci daranno la risposta.

Certo, basta provare una ricerca per le immagini e le opzioni disponibili per capire che Google non può dormire sonni tranquilli. Interessante la visualizzazione delle immagini solo in “bianco e nero”, o “solo viso”, o in vari formati e diversi layout.

 bing_immagini_vistablog
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