sabato, ottobre 25, 2008
Mi piacciono gli italiani (di più le italiane) che hanno cura della propria persona. Occhio, la bilancia lancia un grido d'allarme.

Stamattina per esempio, al bar; un signore sceglie con cura il dolcificante per il caffè. Oh, non lo sapevo. C'é anche il miele in bustina, con la mega scritta: il 22% di calorie in meno, rispetto allo zucchero. Evviva, bravo signore. Prima del caffè aveva mangiato una ciambella, cosparsa di zucchero fitto fitto, fritta e con dentro una bomba di morbida crema di cioccolato. Ma l'importante é il dolcificante nel caffè, si sa.

Quando capito a Brindisi compro la mozzarella di bufala vera, quella campana. Attenzione, la mozzarella non va mai messa in frigo, va consumata a temperatura ambiente. Me lo spiega il mega-schermo mentre attendo il mio turno (ho il numero 87, mentre servono il 51).  A Brindisi quando non hai niente da fare vai a passare qualche ora al negozie di mozzarelle di bufala; ma ne vale la pena. C'è chi si porta bambini e suocera. Ognuno prende un numeretto per la lista d'attesa e tutti cercano di fare i furbi. E' l'ambiente adatto, io ci spero che un giorno si mostri, per comprare le mozzarelle.

Tempo di sagre. Vorrei tornare in Sila, é il periodo delle castagne e dei funghi, delle sagre e delle feste di paese.


Discover Neil Sedaka!
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martedì, settembre 30, 2008

Due sere fa ho sentito Stephen. Stephen King, si. Non ci sentivamo da un bel pò. Ha chiamato lui e io sapevo il perchè. No, continuare al telefono l'interminabile partita a scacchi è solo un pretesto.

Parliamo di molte cose, poi ... Poi la butta li, col suo italiano rauco: Sebastiano, raccontami uno dei tuoi sogni pomeridiani. L'ultimo è stato un gran successo. Lo so, Stephen, ma non ti sei fatto più sentire. Ah ah, ma faremo tutto un conto, verrò presto in Italia... Tranquilly.

Ok, Stephen, tranquilly tu, tranquilly io. Farò ancora finta di crederti. Ma stavolta ti racconto il sogno meno bello e intrigante, ho pensato.

A te, caro amico, ecco l'incipit. Scrivi e fatti sentire.

Ci sono due cose che non sopporto: i metereologi che ti fanno vedere il sole sulla cartina e poi diluvierà. E i tergicristalli delle auto. Gli spazza-acqua sono i componenti delle automobili che meno hanno risentito della tecnologia che avanza. Stanno li, destra-sinistra, sinistra-destra, splash-splash, giiii-giiii. Ti fanno vedere la strada se piove pianissimo, piano, moderato. Ma se piove come dio comanda gli spazza-acqua rivelano tutta la loro inefficienza tecnologica.

L'acqua flagella il vetro e tu non vedi niente. Per darti coraggio ogni tanto dici oh cazzo e spegni la radio, perchè in silenzio sembra si veda anche meglio. Speri in un fulmine che ti illumini meglio la strada. Ecco fatto. Il fulmine mi segnala che l'albergo sta li. Arrivato.

Inutile farsi illusioni; non ho l'ombrello, altro oggetto rimasto praticamente simile a quando qualcuno lo inventò. Va bene e ti protegge se non c'è anche vento. Si, il vento che dirige la pioggia dal basso verso l'alto, il vento che ti piega al contrario il para-acqua, rendendolo inutile. Ok, sono pronto; una corsa tutta d'un fiato verso la porta girevole dell'albergo.

Buona sera, signore. Salve, Alfredo, dissi mentre premevo il tasto di prenotazione dell'ascensore. Non si preoccupi per l'acqua a terra, pulisco dopo io. Grazie, Alfredo. La porta dell'ascensore si aprì. Ne uscì un uomo , mi salutò sorridendo. Non lo conoscevo, risposi automaticamente, allo stesso modo abbozzando un sorriso.

Signore disse. Si, risposi. Mi invita in camera? ho da dirle una cosa. No guardi, non è il caso, sono tutto bagnato, magari un'altra volta.

Un'altra volta? Pensa che noi possiamo sempre decidere "un'altra volta"? Lei poteva farmi un grande piacere, ma non importa. Uscì a passo spedito, attraverso la porta girevole. Un pò allibito mi ero dimenticato dell'ascensore e lo seguivo con lo sguardo. Aprì l'ombrello a scatto, si avvio verso un'automobile. In quel momento un fulmine lo colpì Io vidi la scena come al rallentatore, e d i l a t a t a in uno spazio più grande.

L'ombrello si piegò solo alla punta, l'uomo cadde a terra e, nonostante la pioggia, i capelli presero fuoco. Pensavo a quello che mi aveva appena detto: Un'altra volta? Pensa che noi possiamo sempre decidere "un'altra volta"? Lei poteva farmi un grande piacere, ma non importa.

Nota dell'autore: la storia è inventata. Ogni riferimento a fatti accaduti rimarrà inspiegabile, Stephen compreso

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mercoledì, settembre 17, 2008


Oh, la donna e l'uomo ideali.
Le mani e il cervello di quella, la bocca di quell'altra, il sedere della benzinaia, le tette esageratamente spettacolari della barista, il sorriso e gli occhi di.....

Frankenstein pieni di cicatrici. E dalle cicatrici possono uscire i vermi. Come diceva un mio amico:" se vuoi il mio cervello tieniti pure la mia bassa statura e il mio sesso forse troppo esagerato. E non ho gli occhi azzurri".

Ecco, pensate bene a cosa vi piace di più, in un uomo o in una donna "ideale". Scegliete con cura quel particolare perchè tutto il resto compreso sarà anche vostro, vi piaccia o no.

Yes, filosofia spicciola by Arsenico



« Ti chiesi io, Creatore, dall'argilla

di crearmi uomo, ti chiesi io

dall'oscurità di promuovermi...? »
(John Milton, Paradiso perduto)
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giovedì, luglio 17, 2008
La neonata chat 3D di Google si chiama Lively. La si usa mediante un plug-in per Firefox e Internet Explorer e per il momento solo per i sistemi Windows. Necessario un account Google. Non è Second Life ma siamo solo all’inizio.
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lunedì, luglio 14, 2008
Ci sono storie che sono più belle di altre da raccontare e ascoltare. O forse solo da raccontare. E ci sono storie vere, o forse no. O forse è meglio dire che potrebbe non essere vere. Comunque se lo fossero state avrebbero potuto cambiare la vita dei personaggi coinvolti. Un personaggio si chiamava Arsenico.

L'inverno 1976 a Catania fu molto caldo, ma anche piovoso. Certi pomeriggi toglievano il fiato, come fosse estate; ma poi di colpo diluviava e bisognava ripararsi alla bisogna. In uno di questi ripari, la pasticceria Caviezel, conobbi Marcella (il nome è di fantasia). Era impossibile non notare lo sguardo, ti guardava perforandoti ma, incredibilmente, non si faceva mai cogliere a guardarti. Prese un bignè di fragola, io un babà. Pagò senza parlare e uscì. Non so perchè rimasi così colpito da quella donna, forse il mio sesto senso da indiano. Inutile pensarci, tanto non l'avrei mai più rivista.

Invece no, la rividi appena una settimana dopo, in fila alla mensa universitaria, qualche metro avanti a me. Scelse un tavolo isolato per sedersi, io un altro isolato, ma vicino al suo. Stavolta fu attenta a non guardare, io invece sfacciatamente si. Si alzo, rallentò e senza fermarsi disse: "sai giocare a ping-pong?"

Giocammo a ping-pong per un intero mese, dopo il pranzo alla mensa, dalle 15 alle 18. Studiavo la notte, il '77 sarebbe stato l'anno della mia laurea. Si giocava, si andava via. Non sapevo niente di lei, non rispondeva a nessuna domanda, non accettava nessun altro tipo d'invito al di fuori di quell'appuntamento automatico, ogni giorno tranne il sabato e la domenica. Sino al giorno in cui feci la domanda giusta: "vengo a casa tua?".  Rispose si, ma doveva "organizzare". Cosa doveva organizzare?

Arrivò il giorno. Andammo dalla mensa a casa sua, la seguii in macchina. Abitava in un paesino ai piedi dell'Etna, in una casa attaccata al cimitero. In quel viale c'era una sola casa e lei abitava li. Con due cani, una governante che parlava un inglese perfetto, la foto d'un marito e due figli piccoli, un maschio e una femmina. Doveva organizzare di portare i figli non so dove. Forse. La governante preparò la cena. Era quasi mezzanotte quando mi disse: "devo andare alla base NATO (Sigonella), mi accompagni?" La base NATO era lontana da dove stavamo, era notte. Un comune mortale a quell'ora non poteva sognare di entrarci.  Mi guardava, aggiunse: "arriva un generale, devo parlare". Sorrise, vedendo che non rispondevo. "Guarda che se non mi accompagni, vado comunque da sola. Puoi rmanere qui a dormire se vuoi, ma stanotte non torno".

Andai? Rimasi? Rimasi a dormire a casa sua? Vi lascio col dubbio, forse nemmeno io ricordo che feci, o forse no. A Marcella regalai un 45 giri che vi faccio ascoltare. Dopo non l'ho più vista nè sentita, o forse no, un'altra volta per telefono. Mi disse: "non ha mai conosciuto un tipo più strano di te. Ma forse avresti potuto ascoltare almeno uno dei miei consigli". Quale? Magari un'altra volta ve lo dico, o forse no.

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domenica, dicembre 02, 2007

Una crepa sull’asfalto d’una città vecchia.

Un bar, dove il tempo si é fermato. Odori, sensazioni, un uomo legge un giornale con la data di 27 anni fa. Mi cadono 10 centesimi sotto il bancone; decido di lasciarli li.

Schegge di vita. Schegge. Perché, per una misteriosa forma di auto-punizione, non riesci a vivere pienamente.


Eva Cassidy - What A Wonderful World

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lunedì, ottobre 29, 2007
Oh, cattivi maestri, mi avete insegnato solo il dovere, mail il piacere. E non intendo con piacere solo il piacere fisico, erotico, sessuale. Ma, imparare a 'riconoscere' il piacere di tutte le cose belle della vita. Solo il dovere, e della ricerca del piacere praticamente vergognarsi.

Succede allora che dobbiamo sperimentare le forme di piacere come autodidatti, con tutti i limiti, e i rischi, annessi e connessi. Sarà per questo che cominciamo con l'autoerotismo? Sarà per questo che rimaniamo un pò timidi per tutta la vita? Sarà per questo che qualcuno scantona e la scoperta del piacere può diventare orrore e morte? Sarà questo che voleva dire Freud?

Oh, cattivi maestri, spesso predicatori dell'amore eterno ... Vorreste annullare il piacere, con tutta la serie del catalogo dei comandamenti delle cose proibite. Ma che significa allora che creare una nuova vita passa per il piacere? Da dove venite, tristi figuri di predicatori di colori neri e piatti grigi sfumati? E dove andate?


Tom Waits - Waltzing Matilda
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martedì, settembre 25, 2007
Katia, una mia collega, dice spesso:"Amo mio marito. Con Andrea (l'amante) faccio solo sesso. Nientedichè ...". Nientedichè, Katia? Se lo dici tu ...

Ancora oggi trovo stupefacente questo "distinguo". Penso sia un meccanismo "difensivista" della mente , per mettere tranquilla la "coscienza". Meccanismo schizofrenico, come quasi tutti i meccanismi della "società" ratio-psiche.

Quello dell'amica Katia non è un esempio isolato. Prendete, ad esempio, Oliviero Diliberto; dice d'essere stato coerente nel chiedere il ritiro dei nostri militari dall'Afghanistan. In realtà, nelle due volte che è capitato, è stato coerente a votare affinchè i nostri soldati restino in Afghanistan. Distinguo? Due fratelli gemelli? Schizofrenia?

E dove vogliamo mettere Beppe Grillo che attacca la Società dello Spettacolo mentre ne fa parte integrante? La sua schizofrenia comincia quando scrive sul blog e si completa quando scende in piazza. Non ha importanza che sia utile o no quello che dice, evidenzio il "percorso mentale".

E Berlusconi, Casini, i tifosi di calcio, i leghisti che stanno nel Parlamento di Roma ladrona, gli Italiani che parlano in un modo e votano in un altro .......

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Ho sempre pensato al film dell'orrore che sarà (se sarà) la "resurrezione" dei morti. E che casino e confusione, come dice un altro che  ci ha pensato. Cosa c'entra? Perchè, io vi ho mai detto d'essere "normale"?

:-)

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder


Roberto Benigni - Giudizio Universale
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venerdì, aprile 06, 2007

Riapre il bar di Arsenico

bar.gif Il bar maledetto

 Il Bar di Arsenico sta in fondo ad una strada fumosa. Non tutti possono vederlo. Chi lo vede può entrare, sedere, bere tequila e ascoltare musica. Dopo può uscire, se non si è fatto incuriosire dalle tre porte del bar. Attraversarne una può essere una strada senza ritorno. E attenti al barista ...

 ....Ti ricordi di Pussycat ? .... E chi la può dimenticare ... Ma é vero che gli uomini che andavano con lei poi scomparivano nel nulla ?... Quella storia é una leggenda, credimi .... Una leggenda ? Ma adesso dov'é Pussycat ?

 

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martedì, aprile 03, 2007


Un amico da recente mi diceva che "gli amori estivi hanno tutte una cosa in comune ... sono stelle cadenti, brillano di luce intensa, per un minuto, poi cadono e si spengono". Ha ammesso d'aver ripetuto il copione d'un film. Ha detto quella frase in un contesto di discorso che faceva sembrare quella frase fuori posto.

Sembrava ... poi ho guardato i suoi occhi, e ho capito che era stata una stella cadente. Ho capito che non aveva mai dimenticato quell'estate. Ho capito perchè, in tutti questi anni, ho visto cambiare i suoi occhi d'espressione, di colpo.

Allora ho visto il film, in DVD. Romantico, anche drammatico. Ma senza avere in testa l'espressione del mio amico, avrei detto che il film é un fumettone romantico in stile harmony, sia pure ben recitato. Invece avevo in testa gli occhi del mio amico. E ho visto quel film con i suoi occhi.

Uno strano esempio di transfert ...
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venerdì, marzo 16, 2007

mp

Questa poesia é dedicata a me stesso. Ma anche a tutti coloro che, ogni giorno, combattono dure battaglie per se stessi e gli altri. Fatelo con la forza del guerriero e l'intuito dello sciamano.

Ho messo una notte
di cavallo

fra me
e
te

Cavaliere

Fulmine
il mio amato destriero
ha la bava alla bocca

Stanotte
ti do un vantaggio
Cavaliere

Mi fermo
a scrivere una poesia

(Arsenico)

Adattare anche la musica magica di diciche

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domenica, marzo 11, 2007
ANCHE NO



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Si, Maccio Capatonda - e  i suoi video - sono stati una scoperta
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